Per l'immagine dell'ottava edizione del Castrovillari Film Festival ho lavorato intorno all'idea della metamorfosi, utilizzando caleidoscopi e geometrie che deformano i volti come superfici specchianti.
Le immagini utilizzate provengono dal New York Digital Archive. Mi interessa lavorare con fotografie d'archivio perché permette di risemantizzare materiali nati per altri contesti: attraverso processi di distorsione, frammentazione e rielaborazione, queste immagini possono acquisire nuovi significati e raccontare storie diverse.
Il caleidoscopio rappresenta anche una riflessione sullo sguardo del regista. La sua struttura frammentata suggerisce che ogni soggetto può essere osservato da molteplici punti di vista e che la realtà, come il cinema, è fatta di prospettive, trasformazioni e complessità. Di seguito una selezione di soggetti e applicazioni dell'identità visiva del festival, sviluppati in versioni animate e statiche, nei formati verticale e orizzontale.